BANDO Parco Agrisolare 2026
Scopri come ottenere il fondo perduto fino all’80% per impianti fotovoltaici sui tetti agricoli. Requisiti, beneficiari e ripartizione dei 789 milioni del PNRR.
Bando Parco Agrisolare 2026
Il Ministero dell’Agricoltura (MASAF) ha emanato l’Avviso Pubblico lo scorso 24 febbraio 2026, dando ufficialmente il via alla misura denominata “Facility Parco Agrisolare” (Investimento 4 del PNRR).
Ecco i dettagli tecnici e le scadenze perentorie che dobbiamo monitorare:
1. Scadenze e Modalità di Presentazione
Il bando opera con una procedura a sportello (ordine cronologico) fino a esaurimento fondi. È fondamentale che le imprese siano pronte al caricamento immediato:
Apertura sportello: 10 marzo 2026, ore 12:00.
Chiusura sportello: 9 aprile 2026, ore 12:00.
Piattaforma: Le domande vanno inviate esclusivamente tramite il portale del GSE.
2. Dotazione Finanziaria e Beneficiari
La dotazione complessiva è di circa 789 milioni di euro. Una quota del 40% è riservata prioritariamente ai progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
Soggetti ammessi: Imprenditori agricoli (individuali e societari), imprese agroindustriali, cooperative agricole e loro consorzi, oltre che Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
3. Caratteristiche dell’Agevolazione
Il contributo a fondo perduto può arrivare fino all’80% della spesa ammissibile per le aziende agricole di produzione primaria (con vincolo di autoconsumo).
| Voce di spesa | Massimale |
| Impianto Fotovoltaico | Fino a 1.500 €/kWp (Potenza da 6 kWp a 1000 kWp) |
| Sistemi di Accumulo | Fino a 1.000 €/kWh (massimo 100.000 € totali) |
| Colonnine di Ricarica | Fino a 30.000 € |
| Interventi complementari | Fino a 700.000 € (Rimozione amianto, isolamento termico, aerazione) |
Parco Agrisolare 2026:
Incentivi fino all’80% per il Fotovoltaico Agricolo
Il Ministero dell’Agricoltura (MASAF) ha stanziato 789 milioni di euro dal PNRR per sostenere la transizione energetica delle imprese agricole. L’obiettivo è l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei fabbricati rurali, con contributi a fondo perduto che possono raggiungere l’80% della spesa.
Chi può accedere al bando?
Le figure che possono accedere al Bando.
L’incentivo è rivolto a un’ampia platea di soggetti operanti nel comparto rurale e agroindustriale:
Imprenditori agricoli (individuali o società).
Imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.
Cooperative e consorzi agricoli.
Forme aggregate (Reti d’impresa, ATI/RTI, Comunità Energetiche Rinnovabili).
Nota sulle Priorità: Avranno la precedenza in graduatoria i soggetti iscritti alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità e le imprese che non hanno mai beneficiato dei precedenti fondi “Parco Agrisolare”.
Ripartizione dei Fondi e Vincolo Territoriale
Le risorse sono suddivise strategicamente tra diverse categorie e territori:
Settori di Intervento:
| Destinazione Risorse | Importo Stanziato |
| Produzione agricola primaria (con vincoli già previsti nel quadro tecnico della misura) | 473 Milioni € |
| Produzione agricola primaria (senza tali vincoli) | 140 Milioni € |
| Trasformazione prodotti agricoli | 150 Milioni € |
| Trasformazione prodotti agricoli in prodotti non agricoli | 10 Milioni € |
Il Vincolo Territoriale (Sud Italia)
Il decreto prevede che almeno il 40% delle risorse sia riservato a progetti situati nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Cosa finanzia l’incentivo?
L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale (fondo perduto) per l’installazione di impianti fotovoltaici esclusivamente sulle coperture (tetti) di edifici strumentali all’attività agricola.
L’intervento deve mirare a:
Produzione di energia rinnovabile.
Miglioramento dell’efficienza energetica.
Rispetto degli obiettivi climatici PNRR.
Scadenze e Modalità di Domanda
Al momento, si attende la pubblicazione del decreto attuativo del MASAF per le date ufficiali di apertura. Ecco cosa sappiamo finora:
Presentazione: Esclusivamente online tramite il portale del GSE (Gestore Servizi Energetici).
Cumulabilità: I contributi sono cumulabili con altri aiuti di Stato, purché non si superi il costo totale dell’intervento o l’intensità massima di aiuto prevista.
Tempistiche: Una volta ottenuto il finanziamento, i lavori devono essere conclusi entro 18 mesi.
Codici ATECO ammessi
Il bando prevede un elenco specifico di Codici ATECO per identificare le attività ammesse, distinguendo principalmente tra chi produce materie prime e chi le trasforma.
Sulla base dei regolamenti confermati per il 2026, ecco la suddivisione dei codici ammessi:
1. Produzione Agricola Primaria (Settore 01)
È la categoria principale che include la maggior parte dei beneficiari (fondo perduto fino all’80%). I codici includono:
01.11 fino a 01.19: Coltivazione di colture agricole non permanenti (cereali, legumi, ortaggi, ecc.).
01.21 fino a 01.29: Coltivazione di colture permanenti (vite, olivo, frutta, ecc.).
01.30: Riproduzione di piante (vivai).
01.41 fino a 01.49: Allevamento di animali (bovini, suini, pollame, api, ecc.).
01.50: Attività agricole miste.
01.61 e 01.62: Attività di supporto all’agricoltura e all’allevamento.
2. Trasformazione di Prodotti Agricoli (Settore 10 e 11)
Include le imprese che lavorano il prodotto (anche qui contributo fino all’80%). Tra i principali:
10.1: Lavorazione e conservazione di carne.
10.3: Lavorazione di frutta e ortaggi.
10.4: Fabbricazione di oli e grassi vegetali/animali.
10.5: Lavorazione del latte e dei prodotti lattiero-caseari.
10.6: Lavorazione di prodotti della macinazione.
11.02: Produzione di vino.
3. Trasformazione da Agricolo a Non Agricolo
Per queste imprese l’aliquota del fondo perduto è generalmente più bassa (intorno al 30-50%). Include attività come la produzione di mangimi composti o altre lavorazioni industriali derivanti da base agricola.
Casi particolari: Agriturismi
Nelle precedenti edizioni e nelle FAQ del MASAF è stato chiarito che:
Gli agriturismi possono partecipare se il codice ATECO principale dell’azienda rimane quello agricolo (01).
Se l’attività è registrata solo con codici legati alla ristorazione o alloggio (55.20.52 o 56.10.12), è necessario che l’impresa dimostri comunque la qualifica di imprenditore agricolo professionale o che tali codici siano secondari a quello agricolo.
Consiglio tecnico: Verifica sulla tua Visura Camerale che il “Codice ATECO Prevalente” rientri in quelli del settore 01, 10 o 11 per assicurarti la massima percentuale di contributo (80%).

